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Dal 1° maggio Berna ha esteso il numero di pazienti affetti da epatite C ai quali è garantito il rimborso dei nuovi medicinali, carissimi, contro questa malattia. Tuttavia ancora molti sono gli esclusi. La cassa malattia Concordia viene ora loro in aiuto.

Da febbraio la cassa lucernese offre - tramite una sua assicurazione complementare perché con quella di base non è possibile - un rimborso tra il 50 e il 75% dei costi ai pazienti che ordinano per loro consumo personale i farmaci in India, ha detto all'ats una sua portavoce, confermando informazioni della "Luzerner Zeitung", peraltro riportate sul sito web della stessa Concordia. La cassa può persino arrivare a rimborsare del tutto, tramite una propria fondazione, i pazienti in gravi difficoltà finanziarie.

Questa prassi della Concordia è una novità in Svizzera. Finora c'erano casse malattia che rimborsavano gli acquisti privati all'estero in singoli casi, dice all'ats Bettina Maeschli del gruppo svizzero di esperti per l'epatite virale SEVHep. Tuttavia non ci sono altre casse che lo facciano in modo così sistematico.

Il problema per i malati di epatite C è che in Svizzera i nuovi, efficaci farmaci arrivati negli ultimi anni sul mercato sono carissimi: circa 60'000 franchi in media per una terapia di tre mesi, riporta la "Luzerner Zeitung". L'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) ha così deciso che siano rimborsati dall'assicurazione di base solo i casi sufficientemente gravi.

L'Ufsp stima a circa 40'000 il numero di persone affette in Svizzera da epatite C. Il SEVHep parla sul suo sito di 60-80'000 pazienti affetti dall'epatite C cronica, dei quali solo la metà sa di aver contratto l'infezione.

Fino allo scorso aprile l'assicurazione di base rimborsava i nuovi medicinali solo nel caso di "una patologia epatica moderatamente avanzata (grado di fibrosi 2)" o di sintomi della malattia al di fuori del fegato. Dal primo maggio la casistica è stata estesa. Si tratta soprattutto di pazienti infettati anche dal virus HIV e/o dell'epatite B e di consumatori di sostanze stupefacenti per via endovenosa. I nuovi farmaci verranno anche rimborsati alle persone che sono state sottoposte senza buoni risultati a una prima terapia e che necessitano urgentemente di un ulteriore trattamento.

Chi non può permettersi di pagare di tasca propria le terapie agli altissimi prezzi vigenti in Svizzera ha la possibilità di procurarseli all'estero, dove si possono trovare a costi nettamente più convenienti. In India, secondo la "Luzerner Zeitung", ci sono imprese che su licenza delle industrie farmaceutiche occidentali detentrici dei brevetti originali producono gli stessi farmaci con un altro nome a prezzi nettamente inferiori: 1500 franchi per una terapia di tre mesi invece di 60'000. La loro qualità non ha nulla da invidiare agli originali, sostiene Concordia.

L'acquisto online all'estero per il proprio bisogno è fondamentalmente legale, scrive sul suo sito internet. l'associazione SEVHep, secondo la quale un numero sempre crescente di pazienti affetti da epatite C importa in Svizzera a proprie spese farmaci prodotti su licenza in India e Bangladesh.

Per evitare che queste persone acquistino online dei farmaci contraffatti o assumano dei farmaci senza accompagnamento medico, gli esperti della strategia svizzera contro l'epatite e i centri Arud per la medicina delle dipendenze raccomandano di effettuare l'ordinazione tramite il FixHepC Buyers Club. Si tratta di un'organizzazione no-profit, che controlla la provenienza dei farmaci e include gli acquirenti in uno studio. Sul suo sito web la Concordia fornisce (anche in italiano) informazioni precise su come procedere.

Per approfittare della suddetta possibilità occorre un'assicurazione complementare. Per quella di base obbligatoria vige infatti il cosiddetto "principio della territorialità", secondo il quale sono pagate unicamente le prestazioni obbligatorie prestate da fornitori autorizzati in Svizzera. Le casse malattia sono dunque obbligate a pagare gli altri prezzi vigenti nel paese ai gruppi di pazienti definiti dall'Ufsp.

Le associazioni degli assicuratori malattia Santésuisse e Curafutura chiedono un allentamento di questo principio in modo che possano essere rimborsati nell'assicurazione di base i farmaci acquistati all'estero.

"Il fatto irritante è che non avremmo tutte queste discussioni se da noi in Svizzera i prezzi non fossero così esorbitanti", afferma il portavoce di Curafutura Rob Hartmans. Egli rileva che nel frattempo anche in diversi paesi dell'Ue il costo del farmaco più efficace per l'epatite C si è fatto notevolmente ridotto.

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SDA-ATS