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Il numero di episodi di razzismo segnati in Svizzera è rimasto sostanzialmente stabile nel 2014 rispetto all'anno prima. Aumenta però l'intolleranza verso le persone di colore e le forme palesi di discriminazione non verbale.

È quanto emerge dal rapporto 2014 della "Rete di consulenza per le vittime del razzismo" pubblicato oggi. Il Ticino sarà incluso nella statistica a partire dal 2015.

Ai 15 consultori che partecipavano all'inchiesta sono stati segnalati in totale 249 episodi, ossia 57 in più rispetto all'anno precedente. L'incremento è dovuto al fatto che, rispetto al 2013, sono stati inclusi nel censimento altri quattro consultori che hanno registrato 55 episodi . "Tenuto conto di questo allargamento, il numero di casi trattati è rimasto pressoché invariato", precisa il rapporto.

Le segnalazioni riguardano soprattutto il mondo del lavoro e i rapporti con l'amministrazione pubblica come negli anni passati. La forma di discriminazione più frequente sono esternazioni verbali, ma aumentano i casi di discriminazione non verbale; mimica, gesti o rumori offensivi, di mobbing sul posto di lavoro e di aggressioni fisiche. Sono nettamente cresciute anche le segnalazioni di episodi di discriminazione nei confronti di persone di colore.

La "Rete di consulenza per le vittime del razzismo" copriva nel 2014 le regioni di Zurigo, Argovia, Berna, Basilea, Soletta, San Gallo, Sciaffusa, Ginevra, Vaud, Losanna e Bienne e dal 2015 coprirà anche il Ticino. I consultori, precisa ancora un comunicato, forniscono un contributo fondamentale all'assistenza e alla consulenza delle vittime nonché alla documentazione delle aggressioni o degli episodi razzisti in Svizzera.

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SDA-ATS