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Esecuzioni in Guatemala: svizzero ricercato si difende

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2010 - 11:23
(Keystone-ATS)

BERNA - C'è anche uno svizzero sulla lista di 19 persone ricercate dalla Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala (CICIG), in particolare per esecuzioni extragiudiziali. Si tratta di Erwin Sperisen, binazionale ed ex capo della Polizia nazionale civile (PNC) guatemalteca. Rifugiatosi a Ginevra, si dice vittima di "una campagna di diffamazione".
"Sono innocente e vittima di manovre politiche, ha dichiarato ieri Sperisen all'ATS, che lo ha incontrato alla sede del Partito evangelico svizzero (PEV) a Berna. Sperisen, 40 anni, passaporto elvetico e guatemalteco, si dice infatti un cristiano fervente ed è membro del comitato del PEV di Ginevra, dove risiede dall'aprile 2007. Nella città di Calvino suo padre è rappresentante del Guatemala presso l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO).
Sperisen respinge in blocco le accuse formulate dalla CICIG, un organo delle Nazioni Unite, e riportate dai media. "El Vikingo", così soprannominato per la sua stazza e i capelli rossi, sostiene di aver lasciato il Guatemala dopo aver ricevuto minacce di morte per sé e per suo figlio.
Su richiesta della CICIG, un tribunale guatemalteco ha emesso all'inizio di agosto mandati d'arresto contro 19 ex funzionari, tra cui Sperisen. Sono accusati di aver fatto parte di un gruppo criminale autonomo in seno al ministero dell'interno. Nove di loro sono già stati arrestati.
La CICIG accusa i 19 di essere stati implicati in due operazioni che avrebbero portato ad esecuzioni extragiudiziali. La prima, denominata "Gavilan" (Falco), si è conclusa con la morte di tre detenuti evasi nell'ottobre 2005. Nella seconda, "Pavo Real" (Pavone), sette detenuti sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco in un penitenziario nel settembre 2006.

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