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Dall'anno prossimo il rancio servito ai militari svizzeri sarà composto al 100% da prodotti elvetici. Lo ha deciso il Dipartimento della difesa (DDPS) dando così seguito alle rischieste della Protezione svizzera degli animali (PSA) che critica l'acquisto di carne estera che non rispetta i requisiti svizzeri in materia di allevamento di bestiame. La misura costerà alla Confederazione circa 1,5 milioni di franchi all'anno.

L'esercito è giunto a questa decisione in seguito ad articoli apparsi sulla stampa. Ai soldati svizzeri, per risparmiare, è ad esempio servita carne di coniglio ungherese. Per nutrire la truppa, il furiere dispone di un budget di 8.50 franchi per soldato.

Grazie all'intervento della PSA si è potuti giungere a una soluzione con gli allevatori svizzeri, ha indicato all'ats un portavoce dell'esercito confermando quanto pubblicato oggi da alcuni domenicali. "Tutto il cibo servito proverrà esclusivamente da allevatori o produttori svizzeri", ha precisato. Il pesce dovrà invece disporre di una etichetta che ne conformi la produzione nel rispetto della dignità degli animali.

Costo totale dell'operazione: 1,5 milioni di franchi, che si aggiungono ai 63 milioni di franchi spesi annualmente per rifocillare le truppe. Per giorno e per soldato, il supplemento è di 25 centesimi.

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SDA-ATS