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Esercito svizzero: 70% installazioni in uso in cattivo stato

Anche all'aerodromo militare di Payerne alcune strutture sono in cattivo stato. KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2019 - 12:21
(Keystone-ATS)

Migliaia di istallazioni dell'Esercito svizzero, tra cui poligoni di tiro, alloggi per le truppe e piste d'atterraggio, sono in pessimo stato. Lo riferisce oggi il settimanale "SonntagsZeitung", che cita un documento interno di Armasuisse Immobilien.

Oltre il 70% dei 4'500 impianti militari ancora in uso oggi necessiterebbe di una ristrutturazione. Le cifre citate dal domenicale - che è in possesso di una copia del rapporto intitolato "Unternehmensstrategie Armasuisse 2017-2020" - sono impressionanti. L'11% degli edifici militari, il cui valore a nuovo sarebbe di 2,3 miliardi di franchi svizzeri, versa in uno stato tale da dover essere completamente demolito e ricostruito. Il 62% degli immobili, per un valore complessivo di 12,8 miliardi di franchi, necessita di una ristrutturazione parziale.

Il cattivo stato degli impianti militari non comporta solo una perdita di valore ma è associato anche a rischi concreti: alcune strutture potrebbero crollare, per cui "ci si dovrà attendere ulteriori chiusure di edifici", sottolinea il rapporto. Inoltre, potrebbero verificarsi incidenti e danni alle persone, dato che la manutenzione delle strutture può essere effettuata solo in modo inadeguato per mancanza di fondi.

Per evitare il peggio, l'Ufficio degli armamenti ha nel frattempo introdotto regolari controlli di sicurezza per gli edifici dell'esercito. L'obiettivo primario è prevenire le lesioni personali: in caso di dubbio, la struttura viene chiusa.

Negli ultimi anni, sottolinea il domenicale, gli episodi si sono moltiplicati: la caserma di Neuchlen, a Gossau (SG), contaminata dalla legionella, un hangar pericolante all'aerodromo di Payerne (VD), il rischio d'incendio degli alloggi militari di Brigels (GR), sono solo alcuni esempi.

Complessivamente, secondo Armasuisse, al momento sarebbero necessari 5,8 miliardi di franchi per rimettere in sesto l'intero parco immobiliare. Inoltre sarebbe necessario stanziare 480 milioni di franchi all'anno fino al 2035 destinati esclusivamente alla manutenzione delle istallazioni. La realtà è però ben diversa: nel 2019, ad esempio, la Confederazione investirà solo 180 milioni di franchi per mantenere il valore degli edifici dell'esercito.

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