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Meno esperimenti su cavie animali nei laboratori elvetici l'anno scorso.

KEYSTONE/AP/ELAINE THOMPSON

(sda-ats)

Nel 2016 il numero di animali utilizzati per gli esperimenti in Svizzera è diminuito del 7,7% rispetto all'anno precedente. In Ticino si è invece rilevato un aumento del 26,8%. Dei 629'773 esemplari impiegati nel corso dell'anno, circa due terzi sono topi.

Circa tre quarti degli animali non hanno subito alcun aggravio (-12% rispetto al 2015) o solo di lieve entità (-9,4%), indica in una nota l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. Le sofferenze sono classificate in quattro livelli di gravità da 0 a 3, nel 2016 la percentuale di forti aggravi di livello 3 è stata del 2,6% (+13,3% rispetto all'anno precedente).

La diminuzione di 52'560 esemplari registrata nel 2016 è in parte legata alla conclusione di progetti e di esperimenti condotti su un gran numero di anfibi e pesci. Tuttavia sono aumentati gli impieghi di conigli, criceti, invertebrati, montoni e capre. È inoltre cresciuta la percentuale dei topi geneticamente modificati (42%), rispetto al 2015 (38%). In calo l'utilizzo di animali da compagnia (cani e gatti), animali da reddito e altri roditori.

Quasi due terzi degli esperimenti hanno riguardato la ricerca fondamentale e circa il 20% lo sviluppo e il controllo della qualità. Il numero delle nuove autorizzazioni rilasciate per gli esperimenti sugli animali ha registrato un leggero calo (-2,4%).

Per effettuare esperimenti sugli animali i ricercatori devono inoltrare una domanda dettagliata alle autorità cantonali competenti, dimostrando che non esistono metodi alternativi e che saranno limitati al massimo gli aggravi arrecati agli animali, si legge nel comunicato.

La Confederazione vuole inoltre sorvegliare con maggiore attenzione questo genere di esperimenti. Tra le modiche proposte anche l'obbligo di designare un delegato alla protezione degli animali per tutti gli istituti di ricerca e i laboratori.

SDA-ATS