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La Confederazione negozia attualmente un accordo di riammissione con l'Iraq.

KEYSTONE/AP/HADI MIZBAN

(sda-ats)

I cittadini iracheni che hanno scontato una pena in Svizzera e rappresentano ancora un pericolo per la sicurezza interna dovrebbero poter essere espulsi. La Confederazione negozia attualmente un accordo di riammissione con l'Iraq.

"Siamo all'inizio delle discussioni" e niente è ancora in agenda, ha precisato all'ats Cathy Maret, portavoce dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), confermando informazioni pubblicate dalla "NZZ am Sonntag". "Si tratta di trovare delle intese di principio", ha aggiunto. Dopo l'incontro con una delegazione irachena giunta in Svizzera all'inizio dell'anno, i contatti proseguono.

L'accordo riguarderà prima di tutto i cittadini iracheni condannati in Svizzera per sostegno o appartenenza a un'organizzazione terroristica. L'intesa potrebbe però interessare anche altri tipi di delitti gravi se l'autore rappresenta una minaccia per la sicurezza interna.

Il problema principale risiede nel fatto che la Svizzera deve garantire la sicurezza delle persone espulse, in particolare nei Paesi dove viene praticata la tortura o esiste la pena di morte. Secondo una fonte anonima sentita dalla "NZZ am Sonntag", Berna potrebbe appoggiarsi all'aiuto di un'organizzazione non governativa (ONG).

Fedpol però non commenta questo aspetto. L'Ufficio è responsabile ad oggi di circa 60 inchieste penali su mandato del Ministero pubblico della Confederazione in relazione al terrorismo jihadista, secondo la Maret. Si tratta in particolare di sospetti di sostegno alle organizzazioni attraverso propaganda.

SDA-ATS

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