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Un cittadino tunisino sospettato di avere legami con il fondamentalismo islamico e considerato pericoloso per la sicurezza interna della Svizzera è stato espulso oggi verso il suo Paese. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ne aveva recentemente deciso il rimpatrio.

L'espulsione, annunciata da Le Matin online, è stata confermata dall'avvocato dell'uomo, Bernard Nuzzo. Questi sottolinea che il suo cliente ha contestato qualsiasi legame con gli ambienti islamisti. L'uomo, 35 anni, residente a Onex (GE) e Marly (FR), non si è opposto al rinvio.

I sospetti che pesano sull'uomo non sono mai stati confermati ai media né dalla SEM, né dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), né dall'Ufficio federale di polizia (fedpol).

Negli scorsi giorni, il Tribunale amministrativo di prima istanza di Ginevra si è limitato ad indicare che un'udienza in relazione con il caso in questione si era svolta il 12 gennaio. In quest'occasione, la Corte "ha potuto costatare che sussistevano le condizioni per la detenzione del cittadino tunisino sul quale pesa una decisione di rimpatrio immediato". La corte si è limitata a pronunciarsi sulla detenzione dell'uomo e non sul fondo della vicenda.

Secondo la Tribune de Genève del 20 gennaio, il tunisino ha soggiornato a lungo a Ginevra. L'anno scorso avrebbe tenuto a due riprese nel centro cittadino una bancarella dove distribuiva copie del Corano. Lo stand sarebbe inoltre stato decorato con una bandiera utilizzata da fondamentalisti islamici di colore nero con un'iscrizione bianca.

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SDA-ATS