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BERNA - Gli enormi progressi della ricerca probabilmente permetteranno di creare microrganismi viventi artificiali. Per la Commissione federale d'etica per l'ingegneria genetica nel settore non umano (CENU) gli sviluppi della biologia sintetica andranno dunque valutati con attenzione, ma la proibizione di produrre esseri viventi non si giustifica né per ragioni morali né per prevenire rischi.
Attualmente la biologia sintetica mira essenzialmente a costituire batteri artificiali, ha indicato Klaus Peter Rippe, presidente della CENU, in una conferenza stampa a Berna presentando il rapporto "Biologia sintetica - Riflessioni etiche", scaricabile, anche in italiano, dal sito www.ekah.admin.ch.
Il metodo principale di fabbricazione degli esseri viventi, il cosiddetto "modello lego", si basa sull'assemblaggio di pezzetti di DNA. La creazione di un nuovo microrganismo non va dunque intesa come una produzione dal nulla, ma utilizza sempre molecole presenti in natura.
La ricerca più avanzata in questo ambito è quella annunciata nel 2008 dal pioniere dell'ingegneria genetica Craig Venter. Lo statunitense ha progettato una specie parzialmente sintetica di batterio, il Mycoplasma laboratorium, servendosi del genoma della specie naturale Mycoplasma genitalium. Quest'ultimo ha un solo cromosoma con un numero di geni modesto. Il gruppo di Venter ne ha prelevati e assemblati una parte, ma non è ancora riuscito ad introdurli in una membrana cellulare per farne un organismo in grado di vivere autonomamente.

SDA-ATS