Una rete illegale estesa in sette paesi Ue, che tra il 2010 e il 2013 avrebbe fatto arrivare nel piatto degli europei oltre 4'700 cavalli non destinati al consumo alimentare.

È quella sventata da un'ampia operazione congiunta guidata da Europol, che ha portato a 26 arresti, il ritiro di oltre 800 passaporti di cavalli e al controllo veterinario di altri 200.

È di nazionalità belga la mente della frode che, tramite un giro di falsificazioni di passaporti animali e di alterazioni della documentazione sanitaria, ha consentito di far entrare nella catena alimentare carne equina non adatta alla macellazione. Coinvolte le autorità giudiziarie di Belgio, Olanda, Francia, Germania, Irlanda e Gran Bretagna, a partire da un'indagine avviata dalla magistratura della città belga di Arlon nel 2012 e da una seconda aperta dai giudici della francese Marsiglia nel 2013.

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