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I medici potranno lasciare morire Vincent Lambert. Dopo due anni di battaglie giudiziarie e una famiglia ridotta in frantumi, i giudici del Consiglio di Stato, la più alta istanza amministrativa francese, hanno deciso che ostinarsi ad alimentare Vincent artificialmente è contrario alla legge e alla volontà dell'uomo.

Staccare la spina in questo caso sarà legale. L'ex infermiere di 38 anni è tetraplegico e si trova in stato vegetativo da sei anni, dopo essere rimasto vittima di un incidente in moto. Il caso - che richiama alla memoria quello di Eluana Englaro in Italia - sta dividendo la Francia, la famiglia e i medici dell'ospedale di Reims, che lo hanno in cura dal 2008.

Per questi ultimi non esistono speranze di guarigione: Vincent soffre di lesioni cerebrali "irreversibili" e non comunica con l'esterno. Come i medici, anche la moglie, Rachel, ritiene che sia arrivato il momento di lasciarlo andare. Non sono d'accordo invece i genitori di Vincent, Pierre e Viviane Lambert, ferventi cattolici. Per loro il figlio è disabile e non in fin di vita. Reagisce, sbatte gli occhi, piange e sorride.

Per i medici si tratta di riflessi automatici, ma per loro vuol dire che il figlio è ancora "presente". Contro la volontà dei medici di "staccare la spina", i coniugi Lambert si sono rivolti alla giustizia e finora i giudici avevano dato loro ragione. Oggi il Consiglio di Stato, che si pronunciava su un ricorso della moglie e dei medici di Vincent, ha deciso per la prima volta il contrario.

Ma i genitori non si arrendono e hanno già fatto appello con procedura d'urgenza alla Corte europea dei diritti umani, chiedendo di sospendere la sentenza odierna e che il figlio venga trasferito in un altro ospedale specializzato.

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SDA-ATS