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Everest: nuova misurazione per il tetto del mondo

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 luglio 2011 - 19:35
(Keystone-ATS)

Metro dopo metro, l'Everest, sarà sottoposto a una nuova misurazione. Troppa, infatti, la confusione sull'altezza della vetta. Lo ha deciso il governo del Nepal che, per fare chiarezza, secondo la stampa locale, ha lanciato un progetto di due anni, finanziato da Kathmandu, che prevede l'utilizzo di sofisticati strumenti. Base di partenza il livello del mare nel porto di Calcutta, in India.

Tre, infatti, ad oggi, e tutte diverse, sia pure di poco, le misurazioni del tetto del mondo che vedono in contrasto nepalesi e cinesi, ma anche americani. Nell'aprile dello scorso anno, in un incontro a Kathmandu, nepalesi e cinesi avevano raggiunto un compromesso secondo il quale sono state riconosciute entrambe le misurazioni, quella dei 8848 metri del Nepal e quella di 8844,43 metri della Cina. Nel maggio del 1999, una spedizione americana aveva misurato la vetta della montagna usando la tecnologia del GPS e ha rilevato che l'Everest è alto 8850 metri, una cifra adottata dalla Società nazionale geografica americana, ma finora rifiutata da Kathmandu.

La cima del "tetto del mondo" era stata misurata per la prima volta nel 1856 da un ufficiale britannico che diede anche il nome alla montagna dedicandola al topografo George Everest. Da allora ogni nuovo tentativo di calcolare scientificamente la quota della montagna più alta del mondo ha prodotto vivaci polemiche. Le divergenze principali sono sul criterio di calcolo della vetta considerata come formazione rocciosa oppure come calotta ghiacciata, una differenza che può essere di alcuni metri.

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