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Il tribunale federale distrettuale di New York ha respinto ieri la richiesta di garanzie avanzata da un banchiere svizzero per recarsi negli Stati Uniti e difendersi davanti alla giustizia. L'uomo, ex membro della direzione della banca privata Frey, si trova in Svizzera ma è ricercato dalle autorità americane con l'accusa di complicità in evasione fiscale.

L'ex direttore della divisione private banking di Frey era stato rinviato a giudizio nel 2013, insieme a un avvocato dello studio legale zurighese Niederer Kraft & Frey, per aver aiutato ex clienti americani di UBS e di Wegelin - già sotto accusa negli Stati Uniti - a continuare a nascondere patrimoni milionari non dichiarati al fisco americano. Il banchiere aveva quindi chiesto al tribunale di New York la libertà su cauzione in contumacia, a garanzia di poter rientrare in Svizzera durante il procedimento nei suoi confronti.

L'agenzia Reuters riferisce che il giudice federale competente, Victor Marrero, ha ora respinto la richiesta: concedergli una cauzione incoraggerebbe altre persone a sfuggire in tal modo alla giustizia, ha sottolineato il magistrato.

La Svizzera ha un accordo di estradizione con gli Stati Uniti, ma non consegna i propri cittadini alle autorità americane per i casi di evasione fiscale.

La banca privata zurighese Frey, fondata nel 2002, aveva annunciato nel 2013 di voler cessare l'attività. Dava lavoro a una trentina di persone e amministrava patrimoni per circa 2 miliardi di franchi.

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SDA-ATS