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Da poco nominata commissario del padiglione Italia all'Expo 2015, Diana Bracco ha le idee chiare su cosa c'è da fare e un doppio obiettivo: coinvolgere le aziende e partire con il bando per scegliere chi disegnerà il Padiglione per la fine dell'anno.

"Entro settembre - ha spiegato Bracco, che nel doppio ruolo di commissario e presidente del cda Expo ieri ha partecipato a Venezia all'anteprima del docu-film 'Exchanges' - vorrei fare una marcatura completa preparando un cronoprogramma, anche se è un termine di cui tutti hanno paura". I tempi sono una cosa importante, ma anche i soldi.

"Nel budget dell'Expo c'è un budget per il padiglione Italia - ha ricordato -. Cerchiamo di chiarire con il Ministero se è possibile fare degli spostamenti". Ad ogni modo è previsto anche il contributo dei privati e delle imprese. "Le Camere di commercio e Confindustria, che da 2-3 anni lavora in maniera strutturata - ha concluso - saranno veicoli importanti".

Naturalmente serviranno progetti e materiale che oggi non esistono: "l'unico paese, sui 95 che oggi hanno confermato la loro partecipazione all'Expo", che è già pronto - afferma dal canto suo Giuseppe Sala, Ad di Expo 2015 - con il suo padiglione è la Svizzera che ha già rendering e plastici". Il resto arriverà.

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SDA-ATS