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Nel 2014 i produttori occidentali di armamenti continuano a rappresentare la maggior parte del fatturato mondiale. Tuttavia le loro vendite sono in calo, contrariamente a quelle dei loro concorrenti russi.

Lo indica oggi l'Istituto di ricerca sulla pace internazionale di Stoccolma (Sipri).

In calo per il quarto anno consecutivo, il fatturato dei 100 maggiori fabbricanti d'armi del pianeta si è contratto dell'1,5% lo scorso anno, fissandosi a 401 miliardi di dollari (395 miliardi di franchi), ossia più di cento volte il budget annuale delle operazioni di mantenimento della pace dell'Onu.

Le imprese con sede negli Stati Uniti e in Europa occidentale coprono oltre l'80% del mercato, ma lo scorso anno le loro vendite sono diminuite di 3,2 punti percentuali rispetto al 2013.

Al contrario, i 36 gruppi (sui primi 100) che hanno sede in altre parti del mondo registrano una crescita dei redditi del 25%. Questa evoluzione è determinata essenzialmente dal balzo in avanti, di circa il 50%, delle vendite dell'industria russa (di cui 19 costruttori e filiali figurano nel top 100).

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SDA-ATS