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Meno fallimenti ma anche meno creazione di imprese in Svizzera nel mese di gennaio: hanno depositato i bilanci 470 aziende, il 4% in meno dello stesso periodo del 2015, mentre le nuove iscrizioni sono state 3150 (-2%).

In Ticino lo stesso effetto è apparso in modo ancora più marcato, con contrazioni rispettivamente del 66% e del 30%.

Stando ai dati resi noti oggi dalla società di informazioni economiche Bisnode, a livello nazionale le bancarotte per insolvenza si sono attestate a 351 (-4%); 119 per contro (-6%) quelle decretate per motivi legali (chiusura per lacune nell'organizzazione, articolo 731b del Codice delle obbligazioni).

Nell'ottica settoriale la flessione ha interessato in modo particolare il ramo della costruzione e le imprese di artigiani. Sono invece aumentati i fallimenti delle aziende di consulenza e di servizi, delle holding e delle società di investimento.

Guardando ai dati regionali spicca la contrazione delle bancarotte in Ticino: da 67 a 23 (pari a un -66%), di cui 15 per insolvenza (-55%) e 8 per l'effetto del 731b CO (-76%). In contro tendenza rispetto all'evoluzione generale sono invece i Grigioni, con 12 fallimenti (+33%). Anche Zurigo (+23% a 86) non brilla.

Il Ticino si segnala pure fra i cantoni in cui più sensibile è risultato il calo della creazione di nuove aziende: le iscrizioni sono state 145, contro le 207 del gennaio 2015 (-30%). Il cantone sudalpino rimane peraltro una delle zone elvetiche più dinamiche sotto questo aspetto, superato solo da Zurigo (567 iscrizioni, +2%), Vaud (332, +6%), Ginevra (241, -5%) e Berna (241, +3%), Argovia (187, invariato) e San Gallo (181, +4%) .

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SDA-ATS