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Un uomo è in prigione dal 31 gennaio scorso con l'accusa di aver ordito, nel 2002, un attentato mediante l'uso di una bomba a mano contro il giornale albanofono "Bota Sot". Immagine d'archivio.

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Un uomo è in prigione dal 31 gennaio scorso con l'accusa di aver ordito, nel 2002, un attentato mediante l'uso di una bomba a mano contro il giornale albanofono "Bota Sot" di Zurigo (ZH).

È quanto rivela oggi una nota del Tribunale penale federale (TPF), in cui si chiede al Ministero pubblico della Confederazione di completare l'atto di accusa. Il processo potrebbe tenersi tra qualche mese.

L'uomo avrebbe avuto l'intenzione di attentare alla vita dei membri della redazione del giornale, scrive il TPF. La granata a frammentazione avrebbe potuto ferire, anche mortalmente, altri ospiti che si trovavano sulla terrazza dell'abitazione che fungeva da redazione al momento della scoperta dell'ordigno.

La granata era stata nascosta in una fornitura di vino. L'esplosione non è avvenuta per pura fortuna: il meccanismo di innesco della bomba non ha infatti funzionato al momento dell'apertura del pacco. Chiamati sul posto, gli artificieri della polizia sono poi riusciti a disinnescare l'ordigno. Il comunicato del TPF non fornisce l'identità dell'attentatore né i motivi che lo hanno spinto ad attaccare il foglio albanofono.

Al termine dell'inchiesta, il Ministero pubblico della Confederazione ha inviato il proprio atto di accusa al TPF nel maggio scorso, accusando il presunto attentatore di tentato assassinio, di messa in pericolo mediante esplosivi o gas velenosi e di violazione della legge sulle armi.

Nella sua decisione di rinvio dell'atto di accusa agli inquirenti, il TPF chiede di completare il dossier. A parere dei giudici di Bellinzona, infatti, mancano precisazioni riguardanti la cerchia di persone prese di mira dall'uomo.

Nella sua decisione, il TPF indica inoltre di essere d'accordo affinché il presunto attentatore cominci a scontare la propria pena anticipatamente. L'uomo, incarcerato all'inizio nel carcere regionale di Berna, si trova attualmente in custodia nella prigione ubicata nell'aeroporto di Zurigo/Kloten.

Non è la prima volta che "Bota Sot" fa parlare di sé in Svizzera. Nel 2008, un suo giornalista era stato condannato per diffamazione; aveva accusato un parlamentare kosovaro di aver ordinato degli omicidi politici in qualità di membro dello Stato maggiore dell'Esercito di liberazione del Kosovo (UCK) durante la guerra.

Nel 2002, il Ministero pubblico zurighese aveva avviato un procedimento contro il giornale rimproverandogli affermazioni razziste contro il governo della Macedonia.

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SDA-ATS