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Fatture e certificati falsi a ambasciata di Mosca, licenziata donna

L'ambasciata elvetica di Mosca KEYSTONE/PETRA OROSZ sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2019 - 11:36
(Keystone-ATS)

Un'impiegata russa dell'ambasciata svizzera a Mosca è stata licenziata per aver falsificato per anni fatture, certificati medici e di invalidità. Si è così indebitamente impadronita di 5 milioni di rubli (circa 75'000 franchi).

Il caso è stato segnalato oggi dalla radio SRF e confermato a Keystone-ATS dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). "L'ambasciata ha le prove delle accuse e può documentare i casi", ha detto il portavoce Tilman Renz.

Il ministero pubblico russo ha inoltre confermato all'ambasciata che il certificato di invalidità utilizzato dalla donna era falso. Nei suoi confronti è quindi stata presentata denuncia penale. Il procedimento è in corso.

Dopo il licenziamento la donna ha mosso a sua volta accuse nei confronti del responsabile dell'ambasciata svizzera a Mosca. Il Dipartimento degli affari esteri ha però sostenuto di non avere prove di comportamenti scorretti "ed esprime quindi piena fiducia nei confronti dell'ambasciatore Yves Rossier e nel team dell'ambasciata svizzera a Mosca".

Secondo quanto riferito da SRF, sembra che il caso sia stato scoperto dopo la segnalazione di un cittadino elvetico: in seguito a un colloquio di preparazione al matrimonio presso l'ambasciata moscovita, questi ha riferito di non aver ricevuto la ricevuta dopo aver pagato la tassa dovuta.

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