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L'attesa sta per finire: alle 12 chiudono le urne e sin dal primo pomeriggio si comincerà a conoscere la sorte toccata ai quasi 4000 candidati in gara per formare il nuovo parlamento svizzero.

La composizione del Consiglio nazionale dovrebbe essere nota verso mezzanotte salvo guasti informatici, mentre per il Consiglio degli Stati occorrerà aspettare ancora alcune settimane, ossia i secondi turni.

I primi risultati dei piccoli cantoni arriveranno già nel primo pomeriggio. Ma solo la lista dei 200 eletti alla Camera del popolo (da scegliere tra oltre 3800 candidati su 422 liste) potrà chiarire se c'è stato l'atteso spostamento a destra e indicarne la portata, in particolare in vista dell'elezione del Consiglio federale il 9 dicembre.

Consiglio nazionale: spostamento a destra?

Il PLR conta attualmente 30 deputati e sulla spinta di diverse vittorie nei cantoni potrebbe guadagnare altri seggi. L'UDC, primo partito svizzero, è a sua volta data in ascesa dai sondaggi e conta di andare oltre gli attuali 54 eletti. A completare il blocco di destra si aggiungono i due deputati leghisti ticinesi e un rappresentate dell'MCG ginevrino e non è escluso che nella prossima legislatura venga ad aggiungersi un esponente dell'Unione democratica federale UDF.

Resta da determinare chi farà le spese di questa progressione. Particolarmente attesi sono i risultati dei piccoli partiti che avevano tratto il maggiore profitto dalle elezioni del 2011, i Verdi liberali (12 consiglieri nazionali) e il Partito borghese democratico (9) ma che hanno poi dato segni di cedimento, confermati dall'ultimo barometro elettorale SSR. Sempre nell'area di centro, sarà difficile anche per il PPD mantenere gli attuali 28 deputati, cui si aggiungono un cristiano sociale e due evangelici.

A sinistra sono i Verdi a rischiare maggiormente e sarà per loro difficile mantenere gli attuali 15 deputati. La forza del blocco dipenderà dalla capacità del Partito socialista (46 deputati) di compensare le previste perdite degli ecologisti. A Berna potrebbe arrivare eventualmente dalla Romandia anche un esponente dell'estrema sinistra.

Secondi turni per la Camera dei cantoni

Per quanto riguarda il Consiglio degli Stati c'è già un eletto, Ivo Bischofberger (PPD), riconfermato lo scorso maggio dalla Landsgemeinde di Appenzello interno, mentre nei Grigioni i due uscenti Martin Schmid (PLR) e Stefan Engler (PPD) sono soli in lizza. Gli altri 43 seggi sono contesi da circa 160 candidati. Per conoscerne l'attribuzione finale si dovrà forse attendere sino a fine novembre. Il sistema maggioritario, utilizzato ovunque salvo nel Giura e a Neuchâtel, comporta spesso secondi turni.

Nella Camera dei cantoni la sinistra non è mai stata forte come nell'ultima legislatura, con 11 "senatori" socialisti e due ecologisti. Una posizione non facile da mantenere. Ancora più difficile sarà confermarsi per i Verdi liberali (2 seggi, UR/ZH) e il PBD (1 per il canton Berna). Sicura è per i primi la perdita del seggio urano lasciato vacante da Markus Stadler, a vantaggio del PLR.

L'UDC era partita all'assalto del Consiglio degli Stati nel 2011 ma aveva finito per perdere un seggio e scendere a 5. Stavolta potrebbe andare meglio. Incerta d'altro canto la riconferma del suo alleato Thomas Minder (senza partito/SH), il padre dell'iniziativa "contro i salari abusivi dei manager".

I due partiti un tempo dominanti - PPD e PLR - superano attualmente di poco la maggioranza nella Camera dei cantoni con 24 seggi: 13 per il primo, 11 per il secondo. Le maggiori chance di aumentarli sono del PLR.

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SDA-ATS