In vista delle elezioni federali di quattro anni fa era stato lanciato un numero record di iniziative popolari: ben 23. Attualmente partiti e organizzazioni puntano decisamente meno su questo strumento: nell'anno in corso i testi presentati sono solamente quattro.

Fra i partiti di governo, solamente l'UDC è presente con l'iniziativa "Il diritto svizzero anziché i giudici stranieri". Dei dodici testi lanciati nel 2014, solamente uno proveniva da una formazione politica: l'iniziativa dei Verdi "Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell'ambiente e in modo equo".

Prima delle ultime elezioni federali, invece, tutti i partiti avevano fra le mani almeno un'iniziativa popolare. Il credo diffuso era che questo strumento permettesse visibilità, e fosse quindi un'importante arma in vista delle elezioni.

Tale convinzione sembra ora non essere più presente. Questo perché - fatta eccezione per quella sull'immigrazione di massa dell'UDC - tutte le iniziative popolari sono state bocciate, o alle urne o già in fase di raccolta delle firme.

"I fallimenti alle urne sono stati una lezione per i partiti", ha dichiarato all'ats il politologo Georg Lutz. Inoltre, ci si è resi conto che i testi non portavano nemmeno ad un dibattito degno di nota. "Le campagne per le votazioni non smuovono molto gli elettori, e i partiti non possono quindi nemmeno consolarsi con effetti secondari positivi", ha aggiunto.

Per tutte queste ragioni, i partiti sono giunti alla conclusione che le risorse necessarie - tempo e denaro - sono troppo elevate rispetto ai risultati ottenuti. Si è quindi tornati ad una tradizionale campagna elettorale, concentrandosi sui propri temi chiave.

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