La Svizzera sta completando e perfezionando le misure contro il terrorismo jihadista. Si tratta di provvedimenti preventivi e intrusivi, tra i quali figura la ripresa del dialogo con la comunità musulmana, la creazione di una hotline a disposizione di genitori di giovani che si stanno radicalizzando, nonché un accesso più esteso ai dati dei passeggeri che transitano per gli scali elvetici.

Un fenomeno che preoccupa particolarmente le autorità elvetiche sono i candidati alla jihad che partono dalla Svizzera, ha indicato oggi in un rapporto la task force istituita dall'Ufficio federale di polizia (fedpol).

Le misure volte ad arginare questo pericolo sono molteplici: in primis si tratta di individuare le persone che sono sulla via della radicalizzazione. Gli scambi tra i servizi federali e con l'estero sono giudicati "buoni", e i risultati della sorveglianza dei social network "sufficienti", ha precisato la task force della fedpol.

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