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L'Ufficio federale di polizia (fedpol) ha inoltrato al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) una denuncia penale per la presunta riscossione di una tassa da parte dello Stato eritreo sui cittadini residenti o rifugiati in Svizzera.

"Stando alla denuncia, ai cittadini eritrei vengono chieste delle tasse", ha dichiarato stamane il portavoce del MPC alla radio svizzerotedesca SRF. Già ad agosto la direttrice di fedpol, Nicoletta della Valle, aveva reso noto che un'indagine su questa vicenda era stata avviata.

Che l'Eritrea riscuota una tassa sui suoi cittadini che vivono all'estero non è in sé un problema, ma non è permesso che lo faccia sul territorio elvetico senza espressa autorizzazione della Confederazione, aveva affermato la della Valle. I fatti in questione sono considerati quali "atti eseguiti senza diritto" da parte di uno Stato estero. Entrano poi in considerazione anche la coercizione e la minaccia.

Malgrado ripetute indagini, finora non vi sono prove di queste attività penalmente perseguibili, si tratta di esaminare la legalità dei fatti, ha affermato il portavoce del MPC, ma non sarà facile far emergere le prove di un comportamento illecito. "Abbiamo bisogno - aveva detto ancora della Valle - di persone che siano pronte a collaborare con la polizia e testimoniare. Finora le testimonianze hanno trovato spazio sui media, ma non nelle inchieste".

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SDA-ATS