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BERNA - È stata presentata oggi a Berna la 63esima edizione del Festival del film di Locarno. La manifestazione - che avrà luogo dal 4 al 14 agosto - prevede meno film rispetto allo scorso anno, ma si preannuncia fortemente internazionale ed aperta ai giovani.
Nel corso della conferenza stampa il programma è stato presentato dal nuovo direttore artistico Olivier Père, che ha voluto diminuire il numero di film previsti, passando ad un totale di 290 pellicole (cortometraggi inclusi), ovvero circa 100 in meno rispetto all'edizione 2009.
Da un punto di vista geografico il Pardo si preannuncia fortemente internazionale, vista la presenza di registi provenienti tra l'altro da Canada, Romania, Cina, Scandinavia e America latina. Anche se la giovinezza non è per forza un criterio di selezione, come ha sottolineato Père, il Festival ha deciso di dare spazio a molti artisti giovani che hanno dimostrato grande talento.
Sempre parlando di giovani, il direttore artistico ha annunciato l'introduzione del progetto pilota "Locarno Summer Academy", che ha come scopo il far emergere nuovi talenti. Per la precisione si tratta di una serie di incontri didattici che avrà luogo dal 5 all'11 di agosto.
Le proiezioni in Piazza Grande debutteranno con il film "Au fond des bois" del registra francese Benoît Jacquot, mentre a rappresentare il cinema svizzero ci saranno "Hugo Koblet - pédaleur de charme" di Daniel von Aarburg, film nel quale appare anche la piazza locarnese, e "Sommervögel (Little Paradise)" di Paul Riniker. Ovviamente non mancherà, nel contesto della retrospettiva dedicata al regista Ernst Lubitsch, la proiezione della storica pellicola "To bee or not to bee" ("Vogliamo vivere!").
Anche nel concorso internazionale saranno presenti due pellicole svizzere, per la precisione si tratta di "Le petite chambre" di Stéphanie Chuat e Véronique Reymond e di "Songs of Love and Hate" di Katalin Gödrös. In totale saranno proiettati 18 film provenienti da ogni parte del mondo. Da segnalare nella categoria fuori concorso il ritorno del regista italiano Franco Maresco, con "Io sono Tony Scott. La storia del più grande clarinettista del Jazz".
Il presidente del Festival Marco Solari si è soffermato sui ringraziamenti agli sponsor, sottolineando come questi finanzino circa l'80% degli 11,3 milioni di budget della manifestazione. La fedeltà di questi finanziatori privati, vista la crisi economica, è considerata una prova della qualità del Pardo d'oro.
Solari è anche grato al Canton Ticino, vista l'approvazione di un aumento annuo dei finanziamenti pari a 250'000 franchi, ma ha anche sottolineato come i contributi federali non abbiamo visto alcun incremento. Secondo il presidente, se si vuole mantenere il Festival su alti livelli internazionali, è necessario rivedere questa politica.

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SDA-ATS