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Lo svio di Lucerna

KEYSTONE/URS FLUEELER

(sda-ats)

Non è stata rilevata alcuna correlazione fra i deragliamenti di Lucerna e Berna. Lo hanno comunicato oggi le FFS, secondo cui è al vaglio l'introduzione di misure supplementari per identificare anticipatamente la presenza di eventuali problemi alla rete.

Il 22 marzo a Lucerna un Eurocity italiano con 160 passeggeri aveva deragliato poco dopo la sua partenza in direzione di Basilea. Un vagone si era rovesciato su un fianco, provocando sei feriti leggeri.

In questo caso le cause dell'incidente restano sconosciute: le indagini del Servizio svizzero d'inchiesta sulla sicurezza della Confederazione (SISI) sono ancora in corso. Si suppone che si sia trattato di una "singolare concatenazione di fattori", scrivono le FFS in una nota odierna, indipendente da quanto accaduto sette giorni dopo nella capitale.

A Berna le prove indicano invece che sia avvenuta "una rottura da fatica nella suola della rotaia con scambio ad ago". Il sinistro aveva coinvolto un treno regionale della compagnia BLS che stava lasciando la stazione con 90 persone a bordo, tutte indenni.

È la prima volta che un difetto del genere è all'origine di uno svio di un treno in Svizzera. Nonostante l'elevata sollecitazione cui sono sottoposti i 12'749 scambi con un totale di 800'000 passaggi al giorno, le FFS fanno sapere che i guasti sono molto rari.

Per individuare precocemente rotture del genere, si sta analizzando la possibilità di effettuare controlli ad ultrasuoni e di esaminare meccanicamente con il veicolo di diagnosi gli scambi nevralgici delle stazioni. Una verifica di questo tipo permetterebbe di sollecitare i componenti flessibili rendendo più realistici gli accertamenti, sottolineano le FFS.

Il comunicato mette in evidenza che la ferrovia rimane il mezzo di trasporto più sicuro in Svizzera e che la manutenzione condotta sulle infrastrutture è "preventiva e previdente". Dal 2014, il numero di problemi alle rotaie è calato del 40%, si legge nella nota.

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SDA-ATS