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FFS: più passeggeri, ma meno controllori

Negli ultimi anni il numero dei controllori delle FFS è diminuito nonostante il costante aumento dei passeggeri KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 ottobre 2019 - 11:36
(Keystone-ATS)

Sempre più passeggeri sui treni e sempre meno controllori: l'evoluzione è in atto da alcuni anni e i sindacati sono preoccupati.

Calcolati in equivalenti a tempo pieno, il numero degli effettivi è sceso - dal 2014 al 2018 - del 7%, ossia di 154 unità (da 2'131 a 1977), mentre il numero dei passeggeri è salito di oltre 25 milioni a un totale annuo di 455,85 milioni.

Fino alla fine del 2018, i controllori sui treni a lunga percorrenza delle FFS erano due: la doppia presenza è stata abolita nel dicembre di quell'anno, con l'introduzione del nuovo orario ferroviario, e la decisione non è piaciuta alle organizzazioni del personale.

Sulla tratta Intercity tra Zurigo e Lugano, secondo il segretario del Sindacato dei trasporti (SEV) Angelo Stroppini, un solo controllore deve ad esempio occuparsi di 400 passeggeri. Più in generale, stando al suo collega Jürg Hurni, "c'è urgente necessità di un ripensamento. Bisogna aumentare il personale affinché i treni possano nuovamente circolare in modo puntuale e sicuro".

La proposta è sostenuta da Karin Blättler, presidente di Pro Bahn Svizzera: "Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da programmi di riduzione dei costi e del personale. Ciò ha avuto, tra l'altro, un effetto negativo sul sentimento di sicurezza dei passeggeri, soprattutto in caso di guasti".

Le FFS dal canto loro hanno fatto sapere attraverso il loro portavoce che le mansioni del personale viaggiante sono notevolmente cambiate, "non da ultimo a seguito della digitalizzazione. Oggi i controllori vengono impiegati in modo mirato con l'obiettivo di generare il massimo beneficio per il cliente". Il vecchio sistema del doppio controllore "era troppo rigido" e non rispondeva più alle esigenze della clientela.

Indipendentemente da questo fatto, il personale verrà comunque aumentato a circa 2'000 posti di lavoro a tempo pieno entro la fine del 2022.

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