Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Le Ferrovie federali svizzere (FFS) non collaboreranno con Uber (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/THOMAS HODEL

(sda-ats)

Le Ferrovie federali svizzere (FFS) hanno deciso di sospendere la collaborazione con Uber, il gruppo statunitense che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato via app mettendo in collegamento diretto passeggeri e autisti.

Lo hanno comunicato oggi i sindacati Unia, SEV e syndicom. Quest'ultimi avevano rimproverato alle FFS di collaborare con un'azienda - presente a Losanna, Ginevra, Basilea e Zurigo - che "viola sistematicamente la legge svizzera". Adesso tocca alla Posta, secondo la nota dei rappresentanti dei lavoratori, seguire l'esempio delle FFS.

I sindacati avevano già inscenato una manifestazione di protesta lo scorso 4 di aprile a Berna. In quell'occasione, avevano giudicato "scandaloso" che due aziende parastatali avessero integrato nelle rispettive applicazioni mobili per la pianificazione dei viaggi servizi di un gruppo statunitense il cui modello d'affari si fonda sull'aggiramento della legge.

Uber, secondo i sindacati, non riconosce i suoi dipendenti in quanto tali, nega loro ogni diritto di lavoratori e rifiuta di versare i contributi dovuti alle assicurazioni sociali. Insomma, agendo in questo modo la ditta americana favorirebbe il lavoro nero.

Le FFS prevedevano l'integrazione del servizio taxi Uber nella loro app nel primo semestre del 2017, ma il termine preciso non era ancora stato ancora fissato. Per quanto riguarda la Posta, la collaborazione con Uber è già in corso tramite l'app "NordwestMobil", progetto che riguarda l'area di Basilea, partito ad ottobre 2016 e che dovrebbe durare fino all'autunno.

Alla questione si è interessato anche il Consiglio federale, che nel marzo scorso ha risposto alla consigliera nazionale Edith Graf-Litscher (PS) senza in realtà prendere posizione sull'attività delle FFS e della Posta, affermando che la questione ricade nell'area di responsabilità delle aziende stesse.

Alla richiesta di numerosi parlamentari di sottoporre a controlli le imprese fornitrici di servizi di taxi per verificare se siano conformi alle disposizioni legali, il Consiglio federale ha ammesso tuttavia la necessità di vigilare. A tale scopo la ministra dei trasporti Doris Leuthard ha già messo in campo un gruppo di lavoro.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS