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La finanza resta la maggiore industria americana, rappresentando il 19,6% del pil nel 2013. Lo afferma il Dipartimento del Commercio americano, presentando un nuovo rapporto trimestrale sulla scomposizione del pil che punta a completare il dato diffuso mensilmente, offrendo uno spaccato più dettagliato dell'economia.

La finanza, responsabile della crisi e della profonda contrazione del pil nel 2008, resta quindi la principale industria statunitense. Al secondo si piazza il settore pubblico: nonostante gli sforzi per ridurne la dimensione e il peso del governo, il pubblico lo scorso anno ha rappresentato il 13% del pil, un livello poco mosso rispetto agli anni precedenti.

Il settore manifatturiero con il suo 12,4% del pil è la terza maggiore industria americana. Gli occhi sono ora puntati sulle costruzioni che, dopo essersi rafforzate nel 2012, hanno pesato sulla crescita del 2013, sottraendo 0,2 punti percentuali di pil nell'ultimo trimestre 2013 e aggiungendo solo 0,06 punti percentuali alla crescita complessiva dello scorso anno.

Una performance debole che risente della ripresa al rallentatore del settore immobiliare, e che però potrebbe avere un ruolo chiave quest'anno con gli analisti che si attendono una crescita veloce del settore con un impatto forte sull'economia in generale.

La nuova statistica del Dipartimento del Commercio consente "a tutti i settori di misurare al meglio il loro contributo al pil e aiuta le imprese a capire e identificare i trend emergenti più velocemente - afferma il segretario al Commercio, Penny Pritzker - . La nuova statistica", che sarà comunicata circa 30 giorni dopo la terza stima del pil, è quindi "un importante strumento per i politici a livello locale, statale e nazionale".

SDA-ATS