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Finanze pubbliche: si temevano deficit, ma non si sono verificati

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 febbraio 2011 - 16:43
(Keystone-ATS)

La crisi finanziaria, nel 2009, ha avuto conseguenze negative sui conti di Confederazione, Cantoni e Comuni, ma l'impatto è stato molto più contenuto di quanto pronosticato. I previsti deficit, grazie alla ripresa congiunturale inaspettatamente favorevole, nel 2010 non si sono infatti avverati. È quanto indica oggi L'Amministrazione federale delle finanze (AFF).

La Confederazione, scrive l'AFF in un comunicato, continuerà nei prossimi anni a registrare cifre leggermente in rosso, a causa in particolare di "elevate uscite straordinarie". Cantoni e Comuni, invece, potranno vantare conti più che equilibrati fino al 2012. Nel 2010, come peraltro l'anno precedente, la crisi ha inciso sulle assicurazioni sociali, che hanno chiuso con un passivo pari allo 0,6% del prodotto interno lordo. Sul versante delle entrate fiscali, la flessione congiunturale ha invece avuto ripercussioni sorprendentemente deboli.

Il tasso d'indebitamento lordo delle amministrazioni pubbliche, conformemente alla definizione di Maastricht, è sceso nel 2010 al 38,3% del pil. Tale percentuale, scrive l'AFF, dovrebbe ulteriormente diminuire al 35,9% nel 2012. Il tasso di indebitamento è in calo costante dal 2003.

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