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Allo scoccare del primo minuto di lunedì, Stati Uniti e Cuba riapriranno dopo 54 anni le ambasciate all'Avana e a Washington, chiudendo così una prima tappa verso la piena normalizzazione dei rapporti bilaterali.

Alle 00,01 di lunedì le rispettive attuali 'sezioni di interessi' diventeranno ufficialmente ambasciate. Il momento clou della storica giornata sarà una mega-cerimonia presso la fiammante ambasciata cubana a Washington, evento chiave sul fronte diplomatico e che avrà nel contempo il sapore di un 'party', o di una 'fiesta'.

Ci sarà infatti l'alzabandiera che sarà accolto dagli applausi di ben 500 invitati statunitensi, "membri della comunità cubana negli Usa e del Congresso, imprenditori, accademici, esperti delle ong e dei 'think tank', leader religiosi, gruppi di solidarietà e amici dell'Isola", precisa il sito web Cubadebate.

Gli Stati Uniti saranno rappresentati da Roberta Jacobson, responsabile per l'America Latina del dipartimento di Stato, e Cuba dal capo della diplomazia Bruno Rodriguez, che diventerà così il primo ministro degli esteri a recarsi in visita ufficiale in Usa dal 1959.

Rodriguez sarà poi ricevuto dal segretario di Stato John Kerry, in missione a sua volta all'Avana fra qualche settimana, forse ai primi di agosto: il momento per i festeggiamenti e per poter vedere la bandiera Usa ondeggiare sul cielo dell'Avana sarà proprio quello.

E il futuro? Chiusa questa fase, si apre "una nuova tappa, lunga e complessa", si ricorda a Cuba. Sul tavolo delle ambasciate rimangono infatti numerosi nodi: dalla spinosa questione della base militare di Guantanamo, alla fine dell'embargo Usa anti-Cuba, tema chiave sul quale il presidente Barack Obama continua a fare pressing sul Congresso.

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SDA-ATS