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Come previsto, i finlandesi hanno deciso decide di voltare pagina e dare al miliardario tycoon Juha Sipila la guida del paese, relegando l'attuale giovane premier Alexander Stubb al secondo posto, a pari merito con l'alleato di governo Antti Rinne (socialdemocratici).

I finlandesi, stanchi di crisi economica, hanno pensato dunque di affidare a Sipila (imprenditore di 57 anni che ritiene di dover trattare il Paese come un'azienda e che si è affacciato alla politica solo pochi anni fa) il timone della loro nave che proviene da tre anni di recessione caratterizzata dal declino delle sue industrie di punta - prime fra tutte la Nokia e le cartiere - dall'aumento della disoccupazione (oltre il 13%) da un certo arretramento dello stato sociale e dai problemi derivanti dall'embargo al vicino russo in seguito alla crisi ucraina, un mercato non più in grado di assorbire le ingenti esportazioni finlandesi.

Se i dati saranno confermati in tutta la loro ampiezza il Partito di centro si attesterà attorno al 24% dei consensi e avrà quindi bisogno - come è tradizione in Finlandia - di formare un governo di coalizione i cui protagonisti sono ancora da definire con certezza. Gli xenofobi populisti, i Veri Finlandesi di Timo Soini, si fermano a poco più del 15 per cento.

Certo il grande sconfitto di questo voto è il giovane premier Alexander Stubb, leader del Partito della Coalizione Nazionale (Kok), brillante poliglotta dal look tra il nerd e il giovanile, twittatore compulsivo che tuttavia si è macchiato, agli occhi degli elettori finlandesi di un immobilismo colpevole di fronte ad una crisi che è cresciuta potentemente in questi ultimi anni.

Stubb ha già riconosciuto la sconfitta e passerà all'opposizione. Qui la situazione ancora non è chiara: gli xenofobi, che nell'ultimo periodo si sono innamorati degli slogan che vogliono bloccare altri aiuti ad Atene, potrebbero sia essere determinanti in un governo di coalizione funzionando da ago della bilancia, sia restare come sempre all'opposizione pura e dura.

Il declassamento di Standard & Poor's dalla tripla A alla AA+ e il proseguire della crisi economica non consentono comunque perdite di tempo. Sipila in campagna elettorale ha avvertito che sono necessari "una scossa, un cambio di marcia". I finlandesi con il loro voto i sono detti disponibili a farlo.

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SDA-ATS