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Fiscalità risparmio: Austria e Lussemburgo contro altri paesi UE

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 maggio 2012 - 16:36
(Keystone-ATS)

Austria e Lussemburgo hanno impedito oggi a Bruxelles ai ministri delle finanze dell'Unione europea (UE) di trovare un accordo sul dossier della fiscalità del risparmio. In questo modo la Commissione europea non potrà ancora trattare con la Svizzera su questo tema.

I ministri delle finanze avevano in programma la discussione della concessione alla Commissione UE di una delega per negoziare un eventuale accordo con Paesi terzi sulla tassazione del risparmio. Concretamente per la Svizzera si sarebbe trattato di ampliare il campo d'applicazione dell'attuale accordo bilaterale sulla fiscalità del risparmio, che prevede una ritenuta alla fonte del 35% per i clienti europei delle banche elvetiche. L'intesa dovrebbe per esempio essere allargata anche alle assicurazioni vita. La Svizzera aveva segnalato che in via di massima era pronta a queste trattative.

Vienna e Lussemburgo hanno potuto ancora una volta bloccare questa delega perché nell'UE le decisioni in tema fiscale devono essere adottate all'unanimità. La commissione da circa un anno cerca di ottenere questo mandato. La ministra delle finanze austriaca Maria Fekter e il collega del Lussemburgo Luc Frieden ritengono che la Commissione cerchi con la sua richiesta di far saltare il segreto bancario e di imporre lo scambio automatico d'informazioni all'interno dell'Unione europea.

Se gli altri 25 paesi applicano lo scambio automatico d'informazioni, Austria e Lussemburgo si rifiutano e prelevano un'imposta alla fonte del 35%.

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