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Il governo di Berlino continua a puntare sull'accordo fiscale concluso con Berna dopo le rivelazioni di stampa apparse nel fine settimana sull'acquisto, da parte del Land Nord Reno-Westfalia, di un nuovo CD con i nomi di presunti evasori tedeschi titolari di conti in una banca elvetica. Rivelazioni, non ancora confermate ufficialmente, che hanno suscitato seccate reazioni in Svizzera e hanno riacceso le polemiche anche in Germania.

Il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schäuble si è distanziato dall'eventuale acquisto del CD con i dati bancari. Simili acquisti dovuti al caso possono essere tutt'al più "una stampella d'emergenza" ma non contribuiscono a risolvere in modo soddisfacente il problema dell'imposizione dei capitali evasi, ha dichiarato al quotidiano "Bild". L'accordo concluso lo scorso settembre con Berna e riveduto in aprile offre invece a suo avviso una soluzione globale, sostenibile e a lungo termine.

Martin Kotthaus, portavoce di Schäuble, ha dichiarato alla stampa che il ministero delle finanze "rimane ottimista" riguardo a una ratifica del trattato entro la fine dell'anno, nonostante la persistente opposizione rosso-verde maggioritaria nel Bundesrat, la camera dei Länder. "I colloqui continuano"; questi nuovi sviluppi non rendono le cose "più facili", ma mostrano quanto l'accordo sia necessario, ha aggiunto. Il comportamento del Nord Reno-Westfalia è stato severamente criticato dal segretario di stato tedesco alle finanze Steffen Kampeter. "Mi aspetto che questo Land non porti avanti una doppia strategia", ha detto al quotidiano "Neue Westfälische": non è ammissibile a suo avviso che il governo di Düsseldorf blocchi l'accordo al Bundesrat e nel contempo "si atteggi a Robin Hood dei contribuenti". "Dubbi acquisti di CD non sono un principio duraturo per uno Stato di diritto", ha aggiunto.

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SDA-ATS