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Fisica: Cern, da collisioni Lhc nessun buco nero

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2010 - 12:39
(Keystone-ATS)

GINEVRA - Nessun buco nero è stato creato dalle collisioni avvenute all'interno del più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Sono smentite così non soltanto i pronostici catastrofici che avevano accompagnato l'accensione della macchina, ma anche le previsioni di alcuni teorici relative alla possibilità che potessero essere prodotti microscopici buchi neri.
I fisici, si legge del sito LhcItalia a cura dell'Istituto Nazionale italiano di Fisica Nucleare (Infn), devono così prendere atto di questa realtà, anche se non tutti erano convinti.
Il risultato sarà pubblicato questa settimana sul sito arXiv.org. Le previsioni di mini buchi neri originati nelle collisioni alle altissime energie raggiunge dall'acceleratore sono basate su teorie che tengono conto degli effetti gravitazionali delle extradimensioni dello spazio. Dimensioni oltre alle tre accessibili alla nostra esperienza, che sarebbero confinate su scale ultramicroscopiche.
Proprio cercando conferma alle teorie sulle extradimensioni, gli scienziati dell'esperimento Cms sono oggi in grado di affermare che a energie dell'ordine di 3,5-4,5 TeV non sono stati trovati segni di mini buchi neri nelle collisioni. "Entro la fine del prossimo run di Lhc, dovremmo essere in grado di escludere quasi totalmente la possibilità della creazione di buchi neri - ha affermato Guido Tonelli, responsabile internazionale di Cms".

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