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Flora rara elvetica: popolazioni in rapido calo, studio uni Berna

L'adonide estiva è una delle specie che fatica a sopportare l'intensificazione delle pratiche agricole. Università di Berna sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 settembre 2020 - 15:23
(Keystone-ATS)

La flora rara elvetica è in pessima salute. Tra il 2010 e il 2016, oltre 400 botanici volontari sono tornati a visitare 8000 siti, sparsi per tutta la Confederazione, per cui era nota la presenza delle oltre 700 specie vegetali svizzere più rare e più minacciate.

Il risultato è "allarmante", scrivono i coordinatori dello studio: il 27% delle popolazioni di queste rarità è scomparso.

Il calo è ancora più marcato per le specie che gli esperti hanno classificato come le più minacciate: il 40% delle loro popolazioni, note da rilevamenti che datano di un periodo di 10-50 anni or sono, non è stato ritrovato, indica un comunicato dell'università di Berna diramato oggi.

Una ricerca così ampia a livello di un intero Paese è un unicum, interessante anche perché la Svizzera, per la sua geografia, presenta una delle flore più ricche e diversificate d'Europa: "Un progetto colossale", afferma, citato nella nota, Stefan Eggenberg, direttore del Centro nazionale dei dati e delle informazioni sulla flora svizzera (info flora), che ha co-diretto la ricerca assieme all'Istituto di scienze vegetali dell'ateneo della città federale.

Segnali d'allarme

"Questi risultati a livello locale sono segnali di allarme precoce. Attualmente stiamo assistendo alla scomparsa di alcune popolazioni, ma potremmo ben presto vedere alcune specie sparire per sempre dalla Svizzera, soprattutto se si considera che molte di queste hanno popolazioni molto piccole", spiega Anne Kempel, dell'alta scuola bernese, prima autrice dello studio pubblicato sulla rivista Conservation Letters.

La ricerca non è da intendere come una semplice descrizione dello stato della flora minacciata. Mira anche a fornire indicazioni per correggere il tiro. "Questo studio ci ha aperto gli occhi e ci ha mostrato chiaramente che la protezione degli habitat da sola non è sufficiente a mantenere la nostra biodiversità", dice Eggenberg, sempre citato nel comunicato.

Urgenza assoluta: ambienti rurali

Le specie più minacciate sono risultate quelle ai margini delle zone abitate e agricole, quelle che accompagnano le colture, e quelle legate ai corsi d'acqua e alle zone umide in generale. Le cause sono l'intensificazione dell'agricoltura, con l'utilizzazione di pesticidi e concimi, ma anche con la distruzione di ambienti pregiati ai bordi dei campi come ammassi di pietrame. Per le specie legate all'acqua le minacce sono gli inquinanti, nonché la canalizzazione di fiumi e torrenti e la bonifica di prati umidi e paludi.

L'urgenza assoluta è costituita dagli ambienti rurali, dove si registra il maggiore declino delle specie rare. Per gli autori è necessario rendere l'agricoltura più estensiva e ricreare ambienti propizi alla flora minacciata, come siepi e piccole zone umide. I ricercatori preconizzano poi provvedimenti mirati per determinate specie.

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