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FMI: crescita economia svizzera minacciata da zona euro

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 maggio 2012 - 10:36
(Keystone-ATS)

Secondo il Fondo monetario internazionale, l'economia svizzera è minacciata dalla crisi della zona euro. Se la situazione di Eurolandia dovesse peggiorare, la Confederazione potrebbe finire in recessione.

"Il franco svizzero è leggermente sopravvalutato", osserva l'FMI nel suo rapporto annuale sull'economia elvetica, pubblicato ieri sera e recante la data di metà aprile. Per il Fondo la decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di fissare una soglia minima di 1,20 franchi per un euro si è mostrata efficace ed è considerata "una reazione adeguata visto il rischio di contrazione dell'economia e di deflazione".

Tuttavia l'FMI ritiene auspicabile un ritorno a tassi di cambio interamente determinati dal mercato "quando l'inflazione sarà tornata a livelli confortevoli e la crescita sarà ripartita".

L'FMI considera che l'economia svizzera sia "ben posizionata per ritornare a una crescita moderata nel secondo semestre di quest'anno. Gli esperti di Washington prevedono un tasso di espansione dello 0,8% per il 2012 e dell'1,7% per il 2013. "Ma l'incertezza rimane alta", avverte l'FMI, poiché la Svizzera "ha stretti legami commerciali con la zona euro. Di conseguenza un'intensificazione della crisi di fiducia nella regione provocherebbe uno choc per gli scambi che potrebbe eventualmente trascinare l'economia in una recessione".

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