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Il terremoto in Giappone e le turbolenze in Nordafrica e Medio Oriente non sembrano al momento destinati a scalfire la crescita mondiale, ma porteranno comunque delle conseguenze sulle economie avanzate.

Nell'ultima bozza del World Economic Outlook il Fondo Monetario Internazionale ha infatti mantenuto invariate le stime di crescita mondiale per il 2011 (+4,4%), mentre ha leggermente ridotto quelle per le economie avanzate, il cui Pil salirà ora del 2,4% (-0,1 punti percentuali rispetto alle stime di gennaio). Per questi ultimi paesi tuttavia è atteso un miglioramento di un decimo di punto nel 2012 rispetto alle stime precedenti, con un Pil in rialzo del 2,6%.

L'organizzazione ha tagliato di 0,2 punti percentuali le stime di crescita per gli Usa nel 2011 rispetto alle ultime previsioni ufficiali di gennaio, al +2,8%; mentre ha ritoccato di 0,1 punti le previsioni di Eurolandia all'1,6%. Nel 2012, il Pil Usa salirà del 2,9% (0,2 punti percentuali in più rispetto alle stime precedenti) e quello dell'area Euro dell'1,8% (0,1 punti in più). La Cina continua a trainare la ripresa internazionale: secondo il World Economic Outlook la crescita dell'economia cinese per il 2011 e il 2012 resta ferma, rispettivamente, al 9,6% e al 9,5%.

Gli effetti della catastrofe prodotta dal terremoto in Giappone iniziano comunque a farsi sentire. Il Fmi ha rivisto al ribasso di 0,2 punti percentuali le stime di crescita del Pil del Sol Levante per quest'anno, all'1,4%. Migliorano invece le prospettive per il 2012: il Fmi ha infatti rialzato di 0,3 punti le proprie stime, al 2,1%. Il Fondo precisa tuttavia che "alla luce della grande incertezza circa l'entità dei danni dal terremoto dell'11 marzo, le previsioni sono soggette a possibili cambiamenti.

Dopo le tensioni degli ultimi mesi, i paesi del Medio Oriente e del Nordafrica - senza la Libia - quest'anno registreranno una crescita del 4,4%, due decimi di punto in meno rispetto a quanto stimato a gennaio scorso, e nel 2012 vedranno il proprio Pil ridimensionarsi di addirittura 0,4 punti percentuali rispetto alle precedenti previsioni, al +4,3%.

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SDA-ATS