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La ripresa globale resta debole e con rischi al ribasso. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) sottolineando che pesano rischi "vecchi e nuovi". "Le maggiori economie devono adottare politiche che migliorino le loro prospettive, altrimenti l'economia globale si metterà su una traiettoria di crescita lenta di medio termine".

Secondo l'istituto di Washington la ripresa delle economie avanzate ha preso slancio, mentre le economie emergenti hanno rallentato. Frenano infatti i pil di Russia e India, e rallenta la corsa cinese. Per il Fondo l'economia russa quest'anno salirà dell'1,5% (-1,0 punti base) e il prossimo del 3,0% (-0,3%), e quella dell'India sarà ridotta quest'anno di 1,8 punti percentuali al 3,8% e nel 2014 di 1,1 punti percentuali al 5,1%. Rallenta anche la corsa della Cina : il pil 2013 crescerà del 7,6% (-0,2 punti percentuali) e nel 2014 del 7,3% (-0,4 punti percentuali).

Il Fmi rivede al ribasso le previsioni di crescita mondiale. Il pil crescerà quest'anno del 2,9% (-0,3 punti percentuali rispetto alle stime di luglio), per accelerare nel 2014 al 3,6% (-0,2 punti percentuali). Nell'area euro il pil si contrarrà nel 2013 dello 0,4%, meno del previsto (+0,1 punti percentuali rispetto alle stime di luglio) mentre per il 2014 è confermata una crescita dell'1%. Il Fmi lima invece al ribasso le stime per gli Usa: +1,6% quest'anno (-0,1 punti percentuali) e nel 2014 +2,6% (-0,2 punti percentuali).

La situazione politica negli Stati Uniti suscita però apprensione. I danni all'economia americana causati da un breve shutdown sono limitati, ma uno shutdown lungo può creare enormi difficoltà. "Ancora più importante è il fatto che il tetto del debito deve essere aumentato: non farlo prontamente potrebbe causare seri danni all'economia globale", afferma il Fmi.

Per quanto riguarda Eurolandia, il Fondo Monetario Internazionale lancia l'allarme disoccupazione: è molto alta e il mercato del lavoro depresso. Le tensioni sociali e politiche si fanno sentire, rallentandolo, sullo slancio per le riforme. La stretta del credito nei paesi periferici di Eurolandia pesa sulla crescita.

Per il fondo "è necessario più allentamento monetario, inclusi ulteriore taglio dei tassi di interesse e ulteriori misure non convenzionali per ridurre la frammentazione del mercato finanziario e migliorare l'accesso al credito soprattutto per le pmi".

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SDA-ATS