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Marine Le Pen al voto

KEYSTONE/AP/MICHEL SPINGLER

(sda-ats)

Il "primo partito di Francia", come amava definirsi il Front National, perde l'Eliseo, crolla alle legislative e resta con un pugno di mosche e spaccato al suo interno.

Finito in una spirale negativa dalla sera del duello televisivo, in cui Marine Le Pen candidata alle presidenziali fu ridicolizzata da Emmanuel Macron, il FN non è riuscito neppure nel traguardo di portare 15 deputati in Assemblée Nationale, il minimo per poter formare un gruppo parlamentare. Il segretario Nicolas Bay è stato eliminato al primo turno, il Front rischia ancora una volta l'emarginazione politica. Ma quel che è peggio, il movimento sembra ormai irrimediabilmente dilaniato al suo interno.

Finora il pugno duro di Marine - stanca ma irriducibile - ha tenuto a bada il malessere. Ma dopo anni di battaglia con il padre e fondatore del partito Jean-Marie, un'incompatibilità evidente con la nipote Marion - che si è ritirata temporaneamente dalla politica - vive adesso da separata in casa con Florian Philippot, numero 2 e "stratega" del partito.

E' quindi Marine che appare ora isolata, e può resistere soltanto vincendo il ballottaggio domenica prossima nella sua circoscrizione. L'obiettivo è alla sua portata, dopo aver ottenuto il 45% ieri contro il 20% della principale rivale, Anne Roquet, di En Marche!. Sarebbe una vittoria personale e simbolica, contro la rappresentante del partito di Emmanuel Macron.

L'obiettivo dell'uscita dall'euro - che Marine Le Pen vorrebbe abbandonare per manifesta impopolarità presso i francesi - resta una priorità per molti nel partito, compreso Philippot. Questi ed altri temi, come l'alleanza con i sovranisti di Nicolas Dupont-Aignan (che avrebbe dovuto diventare il 'suo' primo ministro), sono i nodi da sciogliere in un prossimo futuro che si annuncia caldissimo nel partito.

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SDA-ATS