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Foresta tropicale minacciata, ong chiedono a Berna più impegno

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 giugno 2011 - 15:01
(Keystone-ATS)

Nonostante gli sforzi profusi a livello internazionale le foreste tropicali rimangono gravemente minacciate nel mondo, a causa dello sfruttamento eccessivo e dell'esigenza di disporre di nuove terre: lo sostiene un rapporto dell'organizzazione intergovernativa ITTO (International Tropical Timber Organization), presentato oggi a Berna e sostenuto dalla Segreteria di stato dell'economia (SECO). Da parte loro le associazione ambientaliste non risparmiano critiche alla stessa ITTO e chiedono a Berna un maggiore impegno in materia.

Solo il 10% delle superfici sfruttate (pari al 53% del totale) lo è in maniera sostenibile, anche se sono stati fatti passi avanti: dal 2005 a oggi i boschi che godono del relativo certificato sono infatti passati da 10 a 17 milioni di ettari. Anche l'attribuzione e la gestione di concessioni per lo sfruttamento è diventata più trasparente e il "buon governo" nel settore è aumentato, sostiene ITTO: una visione dei fatti però contestata da diverse organizzazioni non governative elvetiche, che invitano il governo federale a intervenire, facendo pressione nella lotta alla corruzione e interessandosi maggiormente dei popoli indigeni.

Secondo il direttore dell'Associazione per i popoli minacciati, Christoph Wiedmer, solo il 2-3% delle foreste tropicali sono gestite realmente nel rispetto delle popolazioni locali. Il Fondo Bruno Manser e la consigliera nazionale Maya Graf (Verdi/BL) hanno per esempio puntato il dito contro Taib Mahmud, capo di governo dello stato di Sarawak, in Malesia, accusato di arricchirsi grazie alla deforestazione. Il Fondo Bruno Manser ha ricordato che una sua denuncia ha portato l'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) a muoversi, indagando su presunti fondi di Mahmud in Svizzera.

Graf ha sottolineato che la Confederazione figura fra i principali stati che contribuiscono alle finanze dell'ITTO, con versamenti annuali compresi fra 800'000 franchi e 1 milione. Il Consiglio federale deve quindi insistere affinché le cose cambino.

Pronta la risposta di Hans-Peter Egler, capo della Divisione promozione del commercio in seno alla SECO: l'impegno di esigere diritti di concessione trasparenti è stato chiaramente assunto, ha detto. Secondo Greenpeace in un quarto di secolo l'ITTO non è però riuscito nemmeno in misura minima a rallentare la distruzione dell'ambiente naturale: ogni due secondi sparisce per sempre un'area tropicale della grandezza di un campo di calcio, denuncia l'associazione.

Il rapporto dell'ITTO è stato elaborato sulla base delle analisi di una sessantina di specialisti nei 33 principali paesi in cui si trovano le foreste tropicali. Si parla di una superficie complessiva di 1,4 miliardi di ettari, suddivisa fra Africa, Asia, America latina, Caraibi e Pacifico. Il documento è stato pubblicato in occasione del 25esimo anniversario dell'organizzazione e dell'Anno internazionale della foresta indetto dalle Nazioni Unite.

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