Forte calo del Pil svizzero nel primo trimestre, -2,6%

Il Covid-19 ha fatto crollare la voglia di spendere. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 giugno 2020 - 08:00
(SDA-ATS)

L'epidemia di coronavirus e le restrizioni imposte per limitarla hanno pesato fortemente sull'economia svizzera nel primo trimestre: il prodotto interno lordo (Pil) si è ridotto del 2,6%, a fronte di una crescita dello 0,3% nei tre mesi precedenti.

Un calo massiccio si osserva nel commercio (-4,4%) e nel settore alberghiero e della ristorazione (-23,4%), che ha dovuto fare i conti, già da inizio marzo, con la diminuzione degli ospiti dall'estero, informa la Segreteria di stato dell'economia (Seco) in un comunicato odierno. Un impulso negativo di dimensioni storiche è arrivato inoltre dal settore sanitario (-3,9%), dato che molti trattamenti sono stati temporaneamente sospesi. Le misure di contenimento sanitarie e la grande insicurezza hanno portato alla massiccia diminuzione dei consumi privati (-3,5%).

L'industria manifatturiera (-1,3%) ha fatto registrare il maggiore calo dopo quello dovuto la rimozione del tasso di cambio minimo tra franco e euro a inizio 2015. Vi è stata una sensibile diminuzione delle esportazioni in molti settori industriali. Si è in compenso sviluppata positivamente la voce dell'export - molto importante - dei prodotti chimico-farmaceutici.

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