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Francia: Clearstream; de Villepin vince anche in appello

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 settembre 2011 - 10:35
(Keystone-ATS)

Dominique de Villepin ha vinto anche in appello contro le accuse di "complicità in calunnia", reato per il quale era stato assolto già in prima istanza nell'ambito del caso Clearstream.

A maggio, la procura aveva chiesto 15 mesi di carcere con la condizionale nei confronti dell'ex primo ministro e fondatore del movimento Repubblica solidale. Il presidente Nicolas Sarkozy, parte civile in primo grado, aveva rinunciato a proseguire la battaglia contro il suo rivale in appello.

Lo scandalo Clearstream - già ribattezzato il Watergate francese - riguarda l'inserimento dei nomi di diverse personalità, fra cui Sarkozy, in una lista di titolari di conti occulti presso la finanziaria lussemburghese Clearstream. L'operazione, studiata a tavolino, sarebbe stata mirata a bloccare la scalata di Sarkozy all'Eliseo.

Per de Villepin, che potrebbe essere ora costretto a rispondere delle accuse anche davanti alla Corte di Cassazione, una condanna sarebbe stata catastrofica, dal momento che non ha mai nascosto le ambizioni di presentarsi alle presidenziali 2012.

Se la decisione definitiva per lui potrebbe quindi slittare al 2012 o 2013, de Villepin ha da domenica anche altre nubi sul suo orizzonte politico: è infatti accusato, insieme al presidente Jacques Chirac, di aver incassato valigie piene di dollari consegnate dall'avvocato e faccendiere Robert Bourgi, che avrebbe fatto da tramite fra i due massimi dirigenti francesi e alcuni capi di stato africani che inviavano loro denaro. Bourgi ha parlato di 20 milioni di dollari, senza contare preziosi regali ai due politici fra il 1997 e il 2005.

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