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Con un decreto pubblicato ieri in gazzetta ufficiale ed entrato in vigore oggi, la Francia rende accessibili a tutti gli archivi di polizia e Giustizia del regime collaborazionista di Vichy, che governò il Paese tra il luglio 1940 e l'agosto 1944.

L'apertura al pubblico avviene, almeno per parte dei documenti, "prima della scadenza dei termini previsti dalla legge", che sono di 75 anni.

Secondo il sito di Le Figaro, il decreto riguarda oltre 200 mila documenti, e in particolare tutti i fascicoli dei processi aperti durante l'occupazione nazista. Tra questi spiccano i documenti delle cosiddette "brigate speciali", incaricate di dare la caccia a militanti della resistenza, comunisti ed ebrei: verbali di interrogatorio, rapporti di ricostruzione delle reti e lettere delatorie. Ma anche gli atti delle indagini e dei processi a carico dei criminali di guerra iniziati sotto il primo governo provvisorio, dopo la liberazione dai nazisti.

Una clausola speciale riguarda i documenti secretati, per cui resta necessario presentare domanda di accesso motivata alle autorità, a cui resta il potere di non concederla per ragioni di sicurezza nazionale. Gli archivi, ricorda la rivista specializzata Histoire, erano solo parzialmente accessibili fino agli anni Settanta, e poi totalmente aperti ai ricercatori con una legge del 2008. Oggi, questa possibilità viene ampliata a tutti i cittadini.

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SDA-ATS