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Richard Ferrand, ministro del governo Macron.

KEYSTONE/EPA/ETIENNE LAURENT

(sda-ats)

"La mia coscienza è a posto": intervistato da radio France Inter, il ministro per la coesione territoriale travolto dai sospetti su presunti favori immobiliari alla compagna, Richard Ferrand, garantisce che non si dimetterà.

"Sono un uomo onesto", assicura, aggiungendo: " Il sospetto è il veleno della democrazia".

Da giorni, Ferrand è al centro delle critiche dopo le rivelazioni del Canard Enchainé, secondo cui avrebbe favorito la moglie in una transazione immobiliare effettuata in nome delle Asl di Bretagna, di cui all'epoca era direttore. Il ministro segretario generale del Movimento En Marche! esclude di dimettersi: "Non lo farò perché la mia coscienza è a posto", avverte, ricordando che la giustizia non lo ha in alcun modo chiamato in causa.

Nei giorni scorsi, la procura nazionale finanziaria e il tribunale di Brest hanno entrambi deciso di non aprire inchieste a suo carico. "Tutto ciò che ho fatto nella mia vita professionale è legale, pubblico, trasparente, approvato da un consiglio d'amministrazione che, del resto, ha espresso il suo sostegno". Qui si evocano "cose del 2009, 2010, 2011. Oggi siamo in un'altra epoca. Ho un'altra funzione", ha continuato Ferrand.

Il premier, Edouard Philippe, ha espresso ieri il suo sostegno al ministro anche se ha detto tuttavia di capire l'"esasperazione" suscitata dalla vicenda. Secondo i media transalpini, il modo in cui Ferrrand ha mischiato vicende pubbliche e interessi privati ha gettato una prima ombra sul nuovo governo. "Richard Ferrand, il sassolino nella scarpa di Macron", titola oggi Libération.

SDA-ATS

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