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Ancora proteste e richiami per la situazione della cosiddetta 'Giungla' di Calais, la più grande tendopoli d'Europa in cui circa 6.000 migranti vivono in condizioni disperate nella speranza di raggiungere dalla Francia la Gran Bretagna.

Dopo un ricorso presentato dalle Ong Secours catholique e Médecins du monde, nonché da sei richiedenti asilo, il Tribunale amministrativo di Lille, nel nord del Paese, ha ordinato allo Stato di procedere entro "le prossime 48 ore" al censimento dei "minorenni isolati in situazione disperata" e rivolgersi alle autorità locali "in vista del loro alloggio".

Allo Stato francese sono stati dati otto giorni di tempo per creare dieci punti d'acqua supplementari (ora ce ne sono solo tre), sistemare cinquanta bagni chimici, avviare un sistema di raccolta dei rifiuti, ripulire il sito e creare vie d'accesso per i mezzi d'urgenza.

Intanto, fanno sapere le autorità transalpine, altri 300 migranti verranno trasferiti in centri d'accoglienza a patto che rinuncino al passaggio in Gran Bretagna.

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SDA-ATS