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Francia: implode Ump, Borloo e Rama Yade addio a Sarkozy

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2011 - 21:23
(Keystone-ATS)

Abilissimo e vendicativo: Jean-Louis Borloo, a novembre, si era già sentito capo del governo e quel ripensamento all'ultimo minuto di Nicolas Sarkozy se l'è legato al dito. Soltanto pochi mesi dopo, in una diretta tv preparata per settimane, ha annunciato con toni soft ma contenuti dirompenti il suo addio alla destra di governo UMP. Fonderà un partito di centro e si presenterà per l'Eliseo. Poche ore dopo, l'ha seguito Rama Yade, anche lei da poco fatta fuori dal governo.

Il presidente Sarkozy continua a perdere pezzi e la strada per la conferma all'Eliseo - appuntamento fra un anno esatto - si fa sempre più impervia. A forza di spostarsi a destra, di provare a rosicchiare voti al Fronte nazionale cavalcando i temi dell'immigrazione e della sicurezza, Sarkozy ha finito per scontrarsi da un lato con la nuova generazione di estrema destra guidata da Marine Le Pen, che non molla un centimetro; dall'altro ha perso pezzi importanti che si autodefiniscono "moderati" e confluiscono verso il centro, primi fra tutti il nemico giurato Dominique de Villepin, ora anche Borloo.

Avvocato e uomo di fiducia del miliardario poi fallito Bernard Tapie, Borloo è un navigatissimo politico che ha saputo costruirsi un consenso negli anni, portando il suo Partito radicale, nel 2002, all'interno della neonata galassia UMP. Oggi, di fatto, ne esce, anche se il partito che ha in mente non è ancora nato: "proporremo l'ala sociale, l'ala umanista della maggioranza", ha annunciato Borloo, che nei primi sondaggi ha raccolto il 30% di opinioni favorevoli alla sua candidatura all'Eliseo. Una candidatura che nell'entourage di Sarkozy viene considerata come una picconata quasi mortale alle ambizioni di riconferma del capo dello stato, già schiacciato da socialisti e in concorrenza per il secondo posto con la Le Pen.

Borloo ha trascinato quasi in tempo reale con sè, nel nuovo spazio di centro, la mediatica Rama Yade, che era stata ministra dello Sport, poi sottosegretario, ma era apparsa sempre più in difficoltà nel digerire le continue virate a destra del governo: "seguo la strada imboccata da Jean-Louis - ha annunciato - e invito tutti quelli che sono alla ricerca dello stesso cammino di speranza a farlo. Io faccio come lui, sono solidale e determinata come lui".

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