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Emmanuel Macron

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(sda-ats)

Il candidato del movimento "En Marche!" Emmanuel Macron è in testa al primo turno delle elezioni presidenziali francesi con il 23,7% dei voti. Ad accompagnarlo al ballottaggio sarà Marine Le Pen, leader del Front National, che ottiene il 21,9% dei consensi.

Eliminati dunque dal ballottaggio il candidato dei Républicains François Fillon e quello della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, che ottengono rispettivamente il 19,7% e il 19,2% dei voti. Il candidato del PS Benoît Hamon ottiene solo il 6,2% dei consensi, un risultato ai minimi storici per i socialisti. Lo affermano le ultime proiezioni della televisione pubblica France 2.

Macron e Le Pen hanno espresso soddisfazione del loro risultato personale: "si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese", ha affermato il candidato di "En Marche!". "I francesi hanno espresso il loro desiderio di rinnovamento. La nostra logica è ormai quella del movimento che continueremo fino alle legislative", ha aggiunto Macron.

Da parte sua Le Pen non ha esitato a parlare di "risultato storico", "un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro". "Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine", ha affermato la leader del Front National.

La vita di Le Pen non sarà però facile al secondo turno. Gli sconfitti di oggi, François Fillon e Benoît Hamon, hanno già annunciato il loro sostegno a Emmanuel Macron.

"Bisogna votare per Emmanuel Macron, anche se non è di sinistra, per battere Marine Le Pen", ha sostenuto Hamon. Il candidato del PS si è poi assunto le proprie responsabilità in merito al pessimo risultato dei socialisti: "ho fallito nell'evitare il disastro che si annunciava da anni, me ne assumo la responsabilità senza nascondermi". "L'eliminazione della sinistra a vantaggio dell'estrema destra è una pesante sconfitta elettorale, ma anche una sconfitta morale" ha continuato Hamon.

L'esponente dei Républicains François Fillon, dopo aver riconosciuto la sconfitta, ha invitato gli elettori a votare per Macron. "L'estremismo porta solo disgrazie e divisioni", ha detto. Il programma di Le Pen "porterebbe il paese al fallimento", ha aggiunto sostenendo che "non c'è altra scelta che votare per Emmanuel Macron".

Parlando del suo risultato, Fillon ha detto: "questa sconfitta è la mia sconfitta", ma prima o poi "la verità emergerà", ha sostenuto alludendo al cosiddetto 'Penelopegate', lo scandalo della moglie pagata per fare la sua assistente con denaro pubblico, ma poco o mai vista in Parlamento.

Anche altri politici francesi di spicco hanno invitato a votare il candidato di "En Marche!" come il primo ministro socialista Bernard Cazeneuve e il suo predecessore Manuel Vals. Pure l'ex premier Jean-Pierre Raffarin (Républicains) ha chiesto ai simpatizzanti del suo partito di scegliere Macron. François Baroin, uno dei più fedeli sostenitori di Fillon, ha sostenuto che "i Repubblicani faranno sbarramento al Front National".

Il candidato della sinistra alternativa Jean-Luc Mélenchon non riconosce invece "i risultati annunciati sulla base dei sondaggi". In un post su Facebook il leader della "France Insoumise" invita i commentatori alla prudenza. "I risultati delle grandi città - ricorda - non sono ancora noti".

Il Tgv di Emmanuel Macron vola dunque al ballottaggio presidenziale del 7 maggio. La Francia che torna "forte e solidale", la speranza e la fine del disfattismo, ma soprattutto l'Europa come unica grande stella polare sono i temi cavalcati nel primo turno dal candidato trentanovenne di "En Marche!", il favorito senza partito, al quale per mesi è stato pronosticato un sicuro fallimento e che ora scalza tutti issandosi al primo posto del ballottaggio.

Il paladino dell'Europa - l'unico ad aver ricevuto, appena due giorni fa, la telefonata di sostegno dell'ex presidente Usa Barack Obama - nell'ultimo grande comizio nell'arena di Bercy aveva profetizzato: "Lo sentite il mormorio della primavera? Domenica vinceremo e sarà l'inizio di una nuova Francia".

Al secondo turno affronterà dunque Marine Le Pen. La candidata del Front National che vuole blindare la Francia dentro alle sue frontiere e indire un referendum per l'uscita della Francia dall'Unione europea passa al secondo turno delle elezioni presidenziali, esattamente come fece 15 anni fa il padre Jean-Marie Le Pen contro Jacques Chirac.

A 48 anni la candidata dell'estrema destra vive il momento più importante della sua carriera politica: per mesi i sondaggi l'avevano data al secondo turno e hanno visto giusto. E così per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica in Francia, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra - i socialisti - e di centrodestra - i Républicains - vanno al ballottaggio previsto il 7 maggio.

SDA-ATS

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