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Mohamed Merah, il killer di Tolosa e Montauban, che ha ucciso sette persone fra cui tre bambini lo scorso marzo, non era isolato come sembrato dalle prime descrizioni e indagini sulla sua vita. Secondo documenti finora segreti, e rivelati oggi da "Le Monde", Merah aveva fatto circa 2.000 telefonate in sei mesi, dal settembre 2010 al febbraio 2011, 200 delle quali a persone che si trovavano in 20 paesi stranieri.

In un documento del 26 aprile scorso, i servizi francesi sottolineano di aver appurato l'esistenza di "1.863 comunicazioni fra il 1 settembre 2010 e il 20 febbraio 2011" e in particolare 186 telefonate all'estero. Il "killer in scooter", come è stato soprannominato in Francia perchè colpiva sempre arrivando sul posto sul suo veicolo a due ruote di colore nero, era osservato dagli 007 fin dal 2009.

Dai tabulati risultano fra l'altro 94 sms inviati a persone in Egitto, paese in cui risiedeva allora il fratello, Abdelkader. Altre telefonate furono fatte da Merah al padre, in Algeria, altre in Gran Bretagna, in Spagna, in Costa d'Avorio, in Kenya, in Croazia e in Buthan.

I tabulati fanno parte di documenti consegnati dai servizi ai tre giudici istruttori incaricati dell'inchiesta sugli attentati di Tolosa e Montauban. Dai documenti emerge con decisione la pista islamica e l'influenza decisiva su Merah del fratello Abdelkader, vicino ai radicali.

Il killer sarebbe andato diverse volte in Egitto dal fratello, d'accordo con uno dei principali indagati del movimento islamico di Tolosa, Sabri Essid, figlio del compagno della madre di Merah.

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SDA-ATS