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Nomadi sul piede di guerra alle porte di Parigi e autostrada A1 tagliata in due per giorni interi, con incendi, danni enormi e alberi tagliati.

Uno scenario da guerriglia che per i vacanzieri di ritorno nella capitale a fine agosto è diventato un incubo. La situazione si è sbloccata soltanto con la richiesta di scarcerazione di un giovane.

I nomadi - ancora sotto shock per la sparatoria di martedì scorso in un loro campo, costata la vita a quattro persone - protestavano per il rilascio del figlio di una delle vittime in occasione dei funerali del padre.

Il giovane, 26 anni, che sconta una pena di diversi anni di carcere per furto d'auto e violenze varie, ha ottenuto oggi a metà giornata dalla corte d'appello il permesso di partecipare alle esequie del genitore sotto scorta della polizia. Soltanto allora, la sessantina circa di nomadi accampati da ieri sera 50 km a sud di Amiens sulla A1 - interrotta in entrambe le direzioni di marcia - hanno cominciato a smantellare i posti di blocco.

Ma dietro di loro hanno lasciato soltanto macerie, alberi distrutti, pneumatici bruciati e danneggiamenti alla segnaletica e alle postazioni di sicurezza lungo l'autostrada. Per tutta la giornata la A1 - che collega tutto il nord a Parigi passando fra l'altro dall'aeroporto Charles de Gaulle - rimarrà chiusa per i necessari lavori di ripristino.

Poco dopo mezzogiorno, i nomadi avevano sgomberato la zona, raggiunta subito dopo da decine di camion dei pompieri che hanno innaffiato i resti degli incendi notturni con gli idranti. I danni sono apparsi ingenti.

La rivolta dei nomadi è avvenuta quattro giorni dopo la sparatoria in uno dei campi proprio nella zona di Amiens, che ha provocato la morte di quattro persone fra le quali un bambino e un gendarme, e il ferimento di altre tre. Il giudice aveva ieri negato al figlio della vittima il permesso di uscire per il funerale del padre, una decisione ribaltata oggi dalla Corte d'appello, che ha deciso per la concessione della libertà per le esequie per lui e per un cugino.

Nonostante la fine dei blocchi stradali, il traffico era ancora nel pomeriggio molto difficile nella zona, dove permanevano decine di chilometri di coda in tutte le direzioni alternative suggerite dalla polizia.

Due giorni fa, alla periferia di Parigi, è cominciato - nonostante le proteste - lo sgombero del campo Samaritain, il più vecchio campo nomadi di Francia. Nel campo risiedevano circa 300 famiglie, per la maggior parte rom di origine romena, in baracche di lamiera e legno di recupero, senza luce né acqua corrente.

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SDA-ATS