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Francia, non estraderemo Carlos Ghosn, Turchia apre indagine

Carlos Ghosn, ex numero uno di Nissan-Renault, è fuggito dal Giappone dove era in libertà vigilata per riparare in Libano (foto d'archivio) KEYSTONE/AP/KS JK**TOK** BC BH MMA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 gennaio 2020 - 11:23
(Keystone-ATS)

La Francia "non estraderà" l'ex presidente e CEO del gruppo Nissan-Renault Carlos Ghosn se arriverà nel Paese. Lo ha annunciato il segretario di Stato all'economia Agnes Pannier-Runacher. Nel frattempo la Turchia ha aperto un'indagine.

Ghosn, che si trovava ai domiciliari a Tokyo in attesa di processo per frode fiscale, è fuggito pochi giorni fa in direzione del Libano, violando lo status di libertà vigilata. I media libanesi avevano riferito che Ghosn era atterrato all'aeroporto di Beirut con un jet privato proveniente dalla Turchia. Il ministero degli Interni di Ankara vuole vederci chiaro e ha aperto un'inchiesta. Secondo i media turchi, alcune persone sono già state arrestate ed interrogate. Tra le persone interrogate ci sarebbero anche quattro piloti.

A Beirut, il prossimo 8 gennaio, Ghosn terrà una conferenza stampa per fornire la sua versione dei fatti che lo hanno portato all'arresto per frode fiscale, malversazione e abuso di fiducia aggravata nel novembre del 2018 a Tokyo, dove ha trascorso 130 giorni in carcere prima di essere rilasciato su cauzione, sotto strettissima sorveglianza delle autorità nipponiche e con il divieto di parlare alla stampa e di lasciare il Paese. Restano avvolte dal mistero le circostanze della sua fuga.

Ghosn, 65 anni, ha la nazionalità libanese e il Libano non estrada i suoi connazionali. Si è sempre dichiarato innocente, parlando di un colpo di stato messo in atto dai vertici Nissan. Nell'aprile scorso ha lasciato il carcere di Tokyo dietro pagamento di una cauzione da quattro milioni di euro.

Nel frattempo l'ufficio della presidenza libanese ha smentito le notizie di alcuni media secondo le quali il presidente Michel Aoun aveva accolto Ghosn all'aeroporto di Beirut. "Non è stato accolto dal presidente e non l'ha mai incontrato", ha fatto sapere un funzionario. Stando ai suoi documenti di viaggio, Ghosn è entrato in Libano con un passaporto francese.

L'ex presidente e CEO di Nissan era stato autorizzato dalla giustizia giapponese a mantenere in suo possesso un secondo passaporto francese, con il quale presumibilmente sarebbe entrato in Libano. Lo rivela il canale pubblico Nhk, spiegando che l'ex numero uno della Nissan-Renault possedeva due passaporti francesi per ragioni che non si conoscono, trattenuti entrambi dal suo avvocato, insieme a quello libanese, fino allo scorso mese di maggio, quando Ghosn riuscì a ottenere la restituzione di uno dei due documenti francesi per ragioni legali. Il documento doveva essere conservato in una cassaforte chiusa a chiave.

Intanto, le autorità nipponiche hanno perquisito l'abitazione dell'ex tycoon e recuperato le immagini delle telecamere di sorveglianza per studiare l'esecuzione del piano di fuga messo in atto e l'eventuale esistenza di complici.

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