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PARIGI - Rieccolo, Faccia d'ananas è di nuovo alla sbarra. Dopo la Florida, è ora Parigi a volerlo giudicare, per aver riciclato il fiume di denaro (2,3 milioni di euro) dei narcotrafficanti del cartello di Medellin. L'ex dittatore panamense Noriega è però sempre nel mirino del suo paese, che vorrebbe fosse estradato definitivamente per rispondere della repressione fra il 1968 e il 1989.
L'ex alleato degli americani durante gli anni della Guerra Fredda, testa di ponte degli Usa nell'America Centrale poi deposto da George Bush padre, non è ridotto bene. Ha 76 anni, risiede da aprile in una cella della prigione parigina della Santé dopo 20 anni passati nelle prigioni statunitensi, e secondo gli atti prodotti dai suoi medici soffre di semi-paralisi e ipertensione. Ha invocato l'immunità da ex capo dello stato, ha chiesto di essere rimesso in libertà, ma per lui ci sono stati soltanto dei "no", visto che - dicono i giudici francesi - sussistono "importanti rischi di fuga".
Oggi è comparso in aula nel processo per riciclaggio che durerà tre giorni ed è apparso come rimpicciolito, con gli occhietti perennemente fissi ma il volto ancora più segnato del solito. Lo sostenevano le tre figlie, mentre il collegio di avvocati che lo assiste ha avviato una serie di eccezioni procedurali e sostanziali, prima fra tutte lo status di prigioniero di guerra di Noriega.
Poco meno di 20 anni Noriega li ha trascorsi nelle carceri americane per traffico internazionale di droga, ad altri 54 anni lo ha condannato il suo paese per la scomparsa e l'uccisione di oppositori durante la sua dittatura, ora a Parigi rischia 10 anni per riciclaggio di denaro.

SDA-ATS